Benedetto XVI l'ha definito «Un infaticabile apostolo della carità a favore degli ultimi e degli indifesi, che si è fatto carico di tanti gravi problemi sociali che affliggono il mondo contemporaneo», e nel profondo è stato un contemplativo di Dio nel mondo, che ricordava ai fratelli della Comunità Papa Giovanni XXIII: «Sa stare con il povero chi sa stare con il Signore. Per stare in piedi, bisogna stare in ginocchio».
Nella condivisione ha colto l’insopportabilità dell’ingiustizia: «Non sia dato per carità ciò che è dovuto per Giustizia».
Tel0541909700Mailinfo@fondazionedonorestebenzi.orgSitowww.apg23.org/it/fondazione_don_oreste_benzi/
PRESENTAZIONE
Oreste nasce a San Clemente (RN) il 7 settembre 1925, sesto di nove figli.
A 12 anni entra in seminario, ma capì che sarebbe diventato prete a 7 anni, quando in seconda elementare la maestra parlò della figura del sacerdote.
Ha sempre avuto a cuore l’educazione dei giovanissimi, con l’obiettivo di far fare loro un “incontro simpatico con Cristo” attraverso coinvolgenti esperienze di soggiorni estivi in montagna ai quali invitava anche persone con disabilità gravi e gravissime, da sempre emarginate e nascoste alla vista della gente.
A uno di questi ‘campeggi’ partecipò a 14 anni anche la Beata Sandra Sabattini che tornando comunicò alla mamma: “Ci siamo spezzati le ossa, ma quella è gente che non lascerò mai!”.
Da quegli incontri è poi nata la Comunità Papa Giovanni XXIII, il cui carisma specifico di seguire Gesù, povero e servo, che condivide direttamente la vita degli ultimi, nel 1973 porta all’apertura della prima Casa Famiglia per ‘dare una famiglia a chi non ce l’ha’, dove i giovani membri dell’Associazione scelgono di diventare padre e madre di chi è nel bisogno, legando la propria vita alla loro come in una normale famiglia.
Sempre in prima linea, interrogato dai bisogni emergenti da chi è relegato ai margini della società, don Oreste diventa pioniere nella condivisione con le nuove forme di povertà: dai minori con problemi familiari agli orfani non adottabili, dai disabili ai tossicodipendenti, dagli zingari ai senza fissa dimora, dalle prostitute ai carcerati, in centinaia di realtà che via via sono state aperte in tutta Italia e nel mondo, e che lui visita personalmente portando a tutti la gioia della vita in Cristo.
«Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio»: sono queste le sue parole profetiche lasciate a commento delle letture del giorno per il 2 novembre 2007, quando il suo grande cuore si ferma in seguito a un infarto.
Mons. Francesco Lambiasi, era da poco divenuto Vescovo di Rimini ed è subito accorso al suo capezzale. Nel 2014 sarà proprio lui, dopo aver ottenuto il nulla osta a procedere dalla Congregazione delle cause dei Santi, nonché parere positivo dalla Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, a promulgare il Decreto di introduzione della Causa del sacerdote Oreste Benzi, Servo di Dio.
Benedetto XVI l'ha definito «Un infaticabile apostolo della carità a favore degli ultimi e degli indifesi, che si è fatto carico di tanti gravi problemi sociali che affliggono il mondo contemporaneo», e nel profondo è stato un contemplativo di Dio nel mondo, che ricordava ai fratelli della Comunità Papa Giovanni XXIII: «Sa stare con il povero chi sa stare con il Signore. Per stare in piedi, bisogna stare in ginocchio».
Nella condivisione ha colto l’insopportabilità dell’ingiustizia: «Non sia dato per carità ciò che è dovuto per Giustizia».
Tel0541909700Mailinfo@fondazionedonorestebenzi.orgSitowww.apg23.org/it/fondazione_don_oreste_benzi/
PRESENTAZIONE
Oreste nasce a San Clemente (RN) il 7 settembre 1925, sesto di nove figli.
A 12 anni entra in seminario, ma capì che sarebbe diventato prete a 7 anni, quando in seconda elementare la maestra parlò della figura del sacerdote.
Ha sempre avuto a cuore l’educazione dei giovanissimi, con l’obiettivo di far fare loro un “incontro simpatico con Cristo” attraverso coinvolgenti esperienze di soggiorni estivi in montagna ai quali invitava anche persone con disabilità gravi e gravissime, da sempre emarginate e nascoste alla vista della gente.
A uno di questi ‘campeggi’ partecipò a 14 anni anche la Beata Sandra Sabattini che tornando comunicò alla mamma: “Ci siamo spezzati le ossa, ma quella è gente che non lascerò mai!”.
Da quegli incontri è poi nata la Comunità Papa Giovanni XXIII, il cui carisma specifico di seguire Gesù, povero e servo, che condivide direttamente la vita degli ultimi, nel 1973 porta all’apertura della prima Casa Famiglia per ‘dare una famiglia a chi non ce l’ha’, dove i giovani membri dell’Associazione scelgono di diventare padre e madre di chi è nel bisogno, legando la propria vita alla loro come in una normale famiglia.
Sempre in prima linea, interrogato dai bisogni emergenti da chi è relegato ai margini della società, don Oreste diventa pioniere nella condivisione con le nuove forme di povertà: dai minori con problemi familiari agli orfani non adottabili, dai disabili ai tossicodipendenti, dagli zingari ai senza fissa dimora, dalle prostitute ai carcerati, in centinaia di realtà che via via sono state aperte in tutta Italia e nel mondo, e che lui visita personalmente portando a tutti la gioia della vita in Cristo.
«Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio»: sono queste le sue parole profetiche lasciate a commento delle letture del giorno per il 2 novembre 2007, quando il suo grande cuore si ferma in seguito a un infarto.
Mons. Francesco Lambiasi, era da poco divenuto Vescovo di Rimini ed è subito accorso al suo capezzale. Nel 2014 sarà proprio lui, dopo aver ottenuto il nulla osta a procedere dalla Congregazione delle cause dei Santi, nonché parere positivo dalla Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, a promulgare il Decreto di introduzione della Causa del sacerdote Oreste Benzi, Servo di Dio.